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Teatro della Sapienza (Perugia) PDF Stampa E-mail

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Teatro della Sapienza
Via della Sapienza, 6
06123, Perugia

tel: 075.5731041
mail: / / /

Sito Web:
.

Il monumentale edificio della Sapienza - primo collegio universitario in Italia e tra i primi del mondo - sorse nel 1362 per accogliere giovani italiani e stranieri, studenti della prestigiosa Università perugina. Una vasta sala a volte crociate occupava quai per intero il pianoterra prospiciente il cortile del pozzo, destinata ad ospitare le molteplici attività culturali e di rappresentanza della comunità. Il palco eretto contro la parete di fondo sul lato meridionale accoglieva inizialmente le esibizioni del coro ed i saggi di eloquenza, e nei secoli successivi, con il sopraggiungere dell'arioso respiro rinascimentale, le stimolanti novità del giovane teatro italiano. Nella seconda metà del XVIII secolo fra i nove teatri sorti a Perugia quello della Sapienza Vecchia, dapprima chiamato della Minerva, assume il nome ed il ruolo di Teatro Nazionale dell'Accademia di Belle Lettere ed Arti, distinguendosi per un nutrito repertorio annuale di opere italiane e straniere in musica ed in prosa. Ai lati delle pareti sono eretti più ordini di palchi in legno, così da accogliere un maggior numero di spettatori, ed è tradizione non confermata che qui avrebbe recitato il giovinetto Carlo Goldoni, figlio del medico della famiglia Antinori, nelle vesti di Mirandolina. Con la costituzione della Repubblica Romana il secolare collegio della Sapienza Vecchia fu chiuso per sempre e l'edificio assegnato all'Università, la quale tuttavia consentì all'Accademia di Belle Lettere di continuarvi la propria attività. Alla caduta di Napoleone il restaurato Collegio Papale non intese riaprire alla Sapienza il Collegio universitario, sospettato di turbolenze e trasgressioni, ma accogliendo alla fine le reiterate raccomandazioni del Nobile Collegio della Mercanzia e del Rettore dell'Università, vi eresse un Convitto per adolescenti, che fu inaugurato il 10 novembre 1829. Ingenti lavori di restauro e di abbellimento vi furono eseguiti, fra cui la divisione in due della granda sala a volte crociate del pianoterra per creare dal lato meridionale un più ampio refettorio, e dall'altro il rinnovato elegante Teatro per il quale nel lato settentrionale fu eretto un nuovo fabbricato in cui trovò posto l'ampio palcoscenico con un apparato scenotecnico che riproduceva, in più modeste proporzioni, quella dei grandi teatri lirici come la scala di Milano. Fu costruita un elegante galleria ed approntato un impianto di illuminazione a gas, e per la decorazione della sala e della contigua Sala Rossa si chiamarano i noti pittori perugini Lemmo Rossi Scotti (il "Pittore" della battaglie) e Matteo Tassi.

 

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